I Sentieri del Moro

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I castagneti da frutto

I castagneti da frutto

Da circa mille anni i documenti attestano la coltivazione del castagno in valle del Serchio e Garfagnana. Sillico è una delle località della valle più rinomate per la produzione di "Farina di Neccio", cioé della farina ottenuta dalla molitura delle castagne essiccate. Parlando con i residenti, quando li sentirete dire "vado nella selva" potete stare sicuri che partono per il castagneto. Lì, secondo la stagione, si dedicheranno ad una delle tante operazioni necessarie per meritare l'appellativo di "bruggi", cioé bruchi, che veniva riservato ai sillichini in passato. Era un vero complimento poiché dai paesi vicini si vedevano i castagneti sempre ben puliti. Una condizione essenziale per raccogliere le castagne destinate all'essiccazione. Oggi la situazione è un po' cambiata, ma molti castagneti sono ancora coltivati e appaiono come un vero e proprio "giardino". In Palazzo Carli, nel centro del paese, troverete una mappa che vi indicherà la posizione dei castagneti più belli. Lungo il Sentiero dei Metati incontrate i più rappresentativi.

I vecchi castagneti lasciano il posto al bosco ceduo

I boschi

I dintorni di Sillico si trovano in quella che fu la fascia altitudinale del cerreto-carpineto che, nelle aree esposte a sud, lasciava ancora spazio alla lecceta. Questa si trova ancora come "stazione eterotopica" (cioé "fuori dai propri luoghi") nella zona di Sassatecchia. Il bosco naturale è stato in gran parte sostituito con il castagneto, soprattutto alle quote maggiori e nel versante nord (la "parte fredda"), anche se i fenomeni di abbandono ne consentono una certa ripresa nei boschi cedui di castagno. Nel versante sud (la "parte calda") un tempo erano numerose le vigne che oggi sono diminuite e vengono colonizzate dalla vegetazione forestale, talora ancora allo stato arbustivo. Una passeggiata lungo il Sentiero dell'Eremo consente di apprezzare diversi tipi di vegetazione forestale.

Pascoli nei dintorni di Sillico

Le praterie e i pascoli

Un tempo erano ben più estese, quando l'allevamento del bestiame era più diffuso, soprattutto alle quote maggiori. Oggi sono spesso ripopolate dalla vegetazione forestale o pascolate da animali selvatici. Nelle vicinanze del paese si mantengono, tuttavia, dei bei prati e prati-pascoli, sia per la presenza di alcune greggi al pascolo, sia per una manutenzione di tipo paesaggistico che supporta le attività turistiche. E' interessante un progetto di recupero e valorizzazione della Pecora Garfagnina (bianca) che oggi pascola nei dintorni del paese. Una passeggiata lungo il Sentiero delle Maestà o lungo il Sentiero di Bargecchia consente di apprezzare la bellezza degli ultimi pascoli.

Le vigne de <<Le Terre del Moro>>

I coltivi e le vigne

Nelle aree limitrofe al borgo si trovano diffusamente coltivi destinati soprattutto alla produzione di patate e ortaggi, che non mancano mai sulla tavola delle famiglie sillichine. Nonostante il declino degli ultimi decenni, si trovano ancora alcune vigne e alcune sono addirittura state impiantate di recente. In qualche caso si tratta della residuale produzione di vini dal sapore antico, in altri la sfida, pur vissuta a titolo hobbistico, è quella di produrre vini moderni. Una passeggiata lungo il Sentiero delle Rogazioni consente di apprezzare tanto la presenza di orti quanto quella delle ultime vigne.

I gelsi nei dintorni di Sillico

I gelsi

Approssimandosi o uscendo dal paese lungo tutti i sentieri è facile vedere alberi altrove non più comuni. Si tratta dei gelsi le cui foglie erano usate, fino a qualche decennio fa, per alimentare i bachi da seta. L'allevamento avveniva su caratteristici "cannicci" e i bozzoli venivano venduti al mercato di Santa Lucia, a Castelnuovo di Garfagnana. Per secoli sono giunti fino a Lucca contribuendo all'epopea della seta lucchese.

Capriolo maschio

Fauna selvatica

La grande variabilità e ricchezza di ambienti che caratterizza il territorio di Sillico, Capraia e Bargecchia favorisce la presenza di numerosi animali selvatici. Capriolo, cervo, cinghiale, istrice, volpe, tasso e scoiattolo sono numerosissimi e anche piuttosto facili da incontrare. Non è raro avvistare volatili come la poiana, il gheppio, il picchio verde, il picchio rosso maggiore, il picchio muratore, il merlo acquaiolo, la ghiandaia e altre specie più comuni come merli, tordi, cince e altri. Le serate estive del borgo sono allietate da veri e propri concerti dei rondoni che nidificano nelle buche delle abitazioni. Nelle acque dei torrenti Sillico e Ceserano sono presenti vari anfibi e pesci, tra i quali spicca la trota fario. Alcune grotticelle locali ospitano il più raro tritone alpestre e i geotritoni.

Particolare dell'affioramento di macigno de <<I Grotti delle Penne>>

Geologia

L'area in cui si snodano i Sentieri del Moro è prevalentemente interessata dal "macigno", un arenaria formatasi sui fondali marini tipica della cosiddetta "serie toscana". Non è difficile, camminando lungo i sentieri, trovarsi a camminare su una vera e propria sabbia piuttosto grossolana. Si tratta di granelli derivanti dallo smantellamento del macigno. Due particolarità geologiche sono rappresentate dai "Grotti delle Penne", su cui passa il Sentiero dell'Eremo, e l'area calcarea di Sassatecchia. I primi sono un maestoso affioramento di macigno in cui sono alla luce del sole potenti orizzonti sedimentari che ci riportano indietro di milioni di anni. Le "calcareniti a nummoliti" di Sassatecchia ospitano alcune cavità carsiche che durante la Seconda Guerra Mondiale furono utilizzate come rifugio.

Le vecchie turbine del Mulino del Pilastrello

Idrologia e produzione di energia idroelettrica

Il torrente Sillico è storicamente utilizzato per l'approvvigionamento energetico. Dalle sorgenti all'immissione nel Serchio un tempo erano presenti 4-5 mulini, uno dei quali (il Mulino del Pilastrello) ha cessato l'attività circa 20 anni fa ed è stato oggi recuperato in modo molto intelligente. A partire dagli anni '50 del novecento le acque del torrente sono state captate per la produzione di energia elettrica da parte di Enel. Recentemente una compagnia elettrica privata ha realizzano un impianto mini-idro per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.





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